La svolta energetica è possibile anche proteggendo la biodiversità

08.7.2021

Non appena la legge sul CO2 è stata respinta, si poteva leggere in diversi media tedesche che la svolta energetica non sarebbe possibile senza rinunciare in ampia misura alla protezione della biodiversità nel nostro Paese. Si sostiene che le organizzazioni ambientaliste bloccherebbero inutilmente progetti e che la legislazione avvantaggerebbe la protezione della natura. Si tratta evidentemente di puro nonsenso, che però è coerente con tutta una serie di attacchi alla protezione della biodiversità allo scopo di contrapporla alla svolta energetica. Spesso questi interventi sono sostenuti dalle stesse cerchie che si sono espresse contro la legge sul CO2.

A tale proposito intendiamo ribadire quanto segue:

La crisi climatica e la crisi della biodiversità possono e devono essere risolte insieme.

Una svolta energetica a scapito della biodiversità sarebbe un autogol che ci costerebbe molto caro. Il triste spettacolo della perdita di biodiversità a causa del riscaldamento del pianeta non riguarda solo orsi polari, koala e tartarughe marine. Anche in Svizzera le temperature sempre più elevate rendono difficile la vita a specie animali e vegetali autoctone. Molte specie come la pernice bianca o il fagiano di monte perdono le basi vitali e rischiano l’estinzione. Un’efficace politica climatica esplica quindi effetti positivi anche sulla biodiversità.

Di converso, la perdita di biodiversità contribuisce al cambiamento del clima. Con la scomparsa delle paludi, delle foreste e delle superfici verdi diminuisce l’assorbimento di CO2. La crescente estensione delle superfici impermeabilizzate aumenta l’assorbimento dell’irraggiamento solare, modifica il ciclo dell’acqua e rafforza gli effetti del cambiamento climatico (isole di calore, inondazioni, ecc.). Le misure per conservare e promuovere la biodiversità contribuiscono a frenare il cambiamento del clima.

Per affrontare contemporaneamente la crisi climatica e la perdita di biodivesità, dobbiamo riflettere e agire in modo sistematico. Le misure devono essere sviluppate e coordinate tra loro. La riduzione delle emissioni di CO2 e la rinaturalizzazione degli ecosistemi presentano sinergie e apportano entrambi il loro contributo a migliorare la situazione.

Factsheet scnat (in inglese), agosto 2021

HOTSPOT scnat- Accademia svizzera di scienze naturali «Biodiversité et changement climatique» (in francese), maggio 2020

Presa di posizione Iniziativa biodiversità e le energie rinnovabili

La protezione e l’utilizzazione delle superfici sono compatibili, purché vi sia la volontà politica. L’iniziativa biodiversità e gli obiettivi di potenziamento della Strategia energetica 2050 non si contraddicono.

La protezione della biodiversità non è certo d’ostacolo alla svolta energetica. I conflitti con la biodiversità relativi a specifici progetti risultano spesso da incentivi inadeguati, se non addirittura dannosi alla biodiversità, per impianti energetici nuovi ed esistenti assegnati senza vincoli ecologici o relativi alla sicurezza di approvvigionamento. Se i sussidi fossero vincolati a condizioni di carattere ecologico e dettami concreti in materia di sicurezza d’approvvigionamento, sarebbe possibile allentare la pressione sulla già fortemente pregiudicata biodiversità con un’importante accelerazione dell’incontestabilmente necessario incremento della produzione da fonti rinnovabili, segnatamente in particolare del fotovoltaico, e un impatto ridotto sulla biodiversità nel nostro Paese.

Studio scnat- Accademia svizzera di scienze naturali sui sussidi dannosi per la biodiversità in Svizzera (in Inglese), 2020

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